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Benvenuto nel sito della FLC CGIL di Torino
“LIBERA IL LAVORO. CON 2 SI' TUTTA UN’ALTRA ITALIA”. SABATO 11 FEBBRAIO SI SVOLGE LA GIORNATA NAZIONALE DELLA CAMPAGNA REFERENDARIA. A TORINO PRESIDI E VOLANTINAGGI IN PIAZZA E NEI MERCATI. PDF Stampa E-mail
 

A un mese dalla sentenza della Consulta che ha dato il via libera ai due referendum popolari per il lavoro, promossi dalla Cgil, per l’abrogazione dei voucher e per la responsabilità solidale in materia di appalti, sabato 11 febbraio in tutta Italia si terrà la prima giornata nazionale della campagna referendaria “Libera il lavoro. Con 2 Sì Tutta un’altra Italia”.

 

Saranno organizzati presidi e volantinaggi per sensibilizzare e illustrare alla cittadinanza i contenuti dei quesiti referendari e della proposta di legge di iniziativa popolare sulla Carta dei Diritti Universali del Lavoro.

 

Anche a Torino sono previste iniziative.

 

Sabato 11 febbraio, dalle ore 11.00 alle ore 17.00, in Piazza Castello di fronte a via Garibaldi, ci sarà un presidio con il gazebo durante il quale verranno raccolte le firme per il gruppo di sostegno cittadino che affianca il lavoro del Comitato Nazionale. Sarà presente il segretario nazionale Cgil Franco Martini.

 

Dalle ore 15.00 alle ore 17.00 si svolgerà un’esibizione musicale a cura del gruppo “Underscore Trio”.

 

Nei mercati di Borgo Vittoria e Corso Racconigi (angolo corso Peschiera) dalle ore 9.30 alle ore 12.00, verranno distribuiti volantini per il SI' ai referendum.

 

Alle ore 12.00, sia nei mercati che in Piazza Castello, in concomitanza con tutte le altre città, sarà effettuato un lancio di palloncini, un gesto simbolico che sta a significare la liberazione del lavoro dalle gabbie della precarietà, rappresentata da voucher ed appalti.

 

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#sbloccATA. PERSONALE ATA. COSI' NON VA. PDF Stampa E-mail
 

#sbloccATA. PERSONALE ATA. COSI' NON VA.

 

Incontro con le lavoratrici e i lavoratori ATA della scuola

MARTEDI' 31 GENNAIO ALLE 16.30

Camera del Lavoro di Torino, Sala Pia Lai,Via Pedrotti 5

 

Carenze di organico, restrizione delle supplenze saltuarie, aumento dei carichi di lavoro e delle competenze professionali richieste. Le lavoratrici e i lavoratori ATA, amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e dsga, continuano a garantire il funzionamento dei servizi scolastici, amministrativi e tecnici nonostante i tagli di organico e di sostituzioni.

La FLC CGIL promuove un'iniziativa di mobilitazione e denuncia a partire da una campagna firme in tutte le scuole per il ripristino delle condizioni di funzionalità delle scuole e per i diritti del personale ATA.

Discutiamo insieme di contratto, professionalità, condizioni di lavoro in ogni scuola.

Chiediamo il reintegro di 2020 posti tagliati sin dalla Legge di stabilità 2015, di cambiare la norma che limita le sostituzioni dei colleghi assenti, di istituire l'organico funzionale, di avere una formazione qualificata, di estendere la figura dell'assistente tecnico nella scuola dell'obbligo, di avere condizioni favorevoli allo svolgimento del proprio lavoro a scuola.

Chiediamo che il ruolo e le professionalità ATA nel contesto scolastico siano riconosciute e valorizzate anziché costantemente ignorate.

Mobilitiamoci e sottoscriviamo tutti perché la scuola va #sbloccATA

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La mobilitazione continua!

FLC CGIL TORINO

 
COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DELLA CGIL A PROPOSITO DELL'ESITO DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE PDF Stampa E-mail
 

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DELLA CGIL A PROPOSITO DELL'ESITO DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE

 

Il referendum sulla riforma costituzionale ha dato un esito inequivocabile, con una netta maggioranza di NO, ancor più significativa in considerazione di un numero di votanti oltre il 68%, al di là delle più ottimistiche previsioni.

La Segreteria della CGIL ringrazia i dirigenti, i delegati ed i militanti per l'impegno profuso a sostegno delle posizioni di merito che hanno motivato l'indicazione di voto da parte della CGIL, nel rispetto delle scelte individuali di singoli dirigenti e militanti.

È stato importante aver scelto una posizione scevra da logiche di schieramento e di contrapposizione, bensì tesa a rimarcare come la riforma proposta, pur proponendo titoli giusti, fosse profondamente sbagliata nel suo svolgimento, nella sua impostazione di accentramento dei poteri dell'Esecutivo.

La Segreteria della CGIL sottolinea altresì come la battaglia comune condotta con ANPI e ARCI abbia in modo determinante contribuito a far conoscere a tante e tanti il merito della riforma e le ragioni di una posizione che aveva ed ha come unico scopo quello di difendere la Costituzione nata dalla Resistenza.

La CGIL continuerà con fermezza la propria battaglia per la piena attuazione della Carta costituzionale, per un allargamento degli spazi democratici di partecipazione dei cittadini e per una coerente riduzione dei costi della politica, senza nulla concedere al qualunquismo, al populismo di chi cavalca l'antipolitica che è anzitutto nemica della democrazia.

In particolare, la CGIL impegna tutte le proprie Strutture ed i propri delegati e militanti a sviluppare una ancora più forte iniziativa a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare 'Carta dei diritti fondamentali del lavoro' di cui la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati può e deve iniziare l'esame fin dai primi giorni del prossimo anno.

La 'Carta dei diritti universali del lavoro' rappresenta essa stessa l'occasione per attuare una parte fondamentale della Costituzione, con particolare riferimento ai temi del lavoro, della rappresentanza sociale e del diritto di cittadinanza.

Cosi come la CGIL è da subito mobilitata a sostenere i tre referendum che accompagnano la Carta dei diritti fondamentali del lavoro e che riguardano tre nodi fondamentali per un lavoro più dignitoso: abrogazione dei voucher, diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo nelle aziende con più di cinque dipendenti, reintroduzione della piena responsabilità solidale negli appalti.

La personalizzazione dello scontro referendario, voluta in primo luogo dallo stesso Presidente del Consiglio e cavalcata da molti, ha determinato un pesante inasprimento della campagna elettorale ed ha portato all'annuncio delle dimissioni del Governo.

La situazione economica e sociale in Europa ed ancor di più nel nostro Paese richiede senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche.

Il dramma della disoccupazione e della precarietà, soprattutto giovanile; il crescere della povertà, la questione irrisolta del Mezzogiorno, il rinnovo dei Contratti nazionali di lavoro, anche pubblici, ancora aperti, l'emergenza determinatasi a causa del terremoto in Centro Italia, la prosecuzione del confronto in tema di previdenza, nonché la più generale condizione di diseguaglianze crescenti e di stagnazione dei consumi, impongono come priorità l'attuazione di politiche economiche e sociali volte alla crescita ed all'equità.

In questo contesto, la Segreteria della CGIL ritiene che - soprattutto con l'attuale legge elettorale - le elezioni anticipate sarebbero una pericolosa fuga in avanti.

Si verifichi in Parlamento il sussistere di una maggioranza politica in grado di assicurare un Governo di responsabilità sociale, capace di dare anzitutto quelle risposte che lavoratori e pensionati si attendono, attraverso anche un corretto rapporto con le istanze della Società civile e con le Organizzazioni della rappresentanza sociale.

La CGIL esprime piena fiducia nel ruolo del Presidente della Repubblica quale garante per tutte le forze politiche e sociali del Paese.

Roma, 5 dicembre 2016

 
Pensioni scuola: le domande entro il 20 gennaio 2017 PDF Stampa E-mail
 

Pubblicato il decreto ministeriale. Per i dirigenti scolastici la scadenza è il 28 febbraio. A breve la circolare operativa.


Il Decreto Ministeriale 941 del 1 dicembre 2016 fissa al 20 gennaio 2017 il termine ultimo per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie dal servizio ai fini del pensionamento per il personale della scuola (docenti/educatori e ATA) e del mantenimento in servizio. Per i dirigenti scolastici il termine per la presentazione delle istanze è il 28 febbraio 2017.

Ricordiamo che le domande di dimissioni, salvo specifiche eccezioni, si presentano utilizzando le istanze online. È disponibile sul nostro sito una scheda che illustra le procedure da seguire per la registrazione. 

A breve sarà pubblicata la circolare operativa che riporta nel dettaglio le procedure da seguire e chiarimenti sui requisiti necessari.

IL SERVIZIO DI VERIFICA DEI REQUISITI E CALCOLO DELLA PENSIONE E' RISERVATO AGLI ISCRITTI ALLA FLC CGIL.

PER PRENOTAZIONI MANDARE UNA MAIL A Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  
 

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Referendum costituzionale: la FLC CGIL sul voto del 4 dicembre PDF Stampa E-mail
 

Il prossimo 4 dicembre saremo chiamati a fare una scelta, una scelta che è molto più di “basta un sì” o “c’è chi dice no”, che va oltre le propagande e i comitati. Una scelta personale e sociale, che ci riguarda da vicino e che è destinata ad influenzare tutti gli aspetti della nostra vita. Una scelta che, se formulata diversamente, come aveva auspicato la CGIL, sarebbe stata sul serio un’opportunità, con la quale avremmo potuto introdurre quei necessari cambiamenti atti a semplificare e rafforzare le istituzioni, migliorando l’accesso dei cittadini ai processi democratici.

Ma così non è stato, e non sarà: la modifica costituzionale proposta non supererà il fantomatico “bicameralismo perfetto”, non ridurrà tempi della politica né sprechi, non allargherà gli spazi della rappresentanza. Al contrario. Il procedimento legislativo, per come è articolato, sarà estremamente più complesso e incerto di quello attuale. Il Senato non potrà essere rappresentativo di Regioni e Autonomie in modo efficace per la sua composizione e per le funzioni che gli vengono attribuite che non gli consentiranno di essere luogo di cooperazione istituzionale tra Stato, Regioni e Comuni dove poter realizzare una visione plurale dell’interesse pubblico. In pratica: il rischio, evidente, sarà quello della concentrazione dei poteri e delle decisioni dal Parlamento al Governo, dalle Regioni allo Stato centrale.

Per quel che interessa, poi, in particolare, i comparti che ci riguardano, la modifica costituzionale avrà un peso molto più grande di quanto non ci si possa aspettare, stravolgendo completamente la volontà dei padri costituenti, che avevano voluto una formulazione molto ampia e generica sui compiti dello Stato in materia di norme sull’istruzione, intervenendo piuttosto molto di più sui diritti e la libertà. Il testo revisionato, invece, entrerà più nello specifico, con l’intento di conferire esclusivamente agli organi dello Stato poteri decisionali su “disposizioni generali e comuni su istruzione, ordinamento scolastico, istruzione universitaria e programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica”. Poche frasi, “una manciata di parole”, come ha dichiarato Domenico Pantaleo, segretario generale della FLC CGIL, che bastano per far capire come in realtà questa riforma non farà altro che ridurre sempre più gli spazi democratici nei luoghi del sapere e piegare scuola, ricerca, università, studenti e docenti agli interessi e alle priorità del mercato. Una manciata di parole che, però, devono bastare a mettere in allarme tutto il mondo della conoscenza ed invitare tutti, il prossimo 4 dicembre, a votare NO. Leggi l’intervista a Domenico Pantaleo.

Un invito che, ferma restando la libertà di posizioni individuali diverse di iscritti e dirigenti, trattandosi di questioni costituzionali, dopo questi mesi di discussione sul merito della riforma, la CGIL tutta rivolge ai cittadini: partecipare al voto, farlo responsabilmente, senza demolire la nostra Costituzione.

 
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