Politecnico di Torino, commissione Statuto: il tema della democrazia Stampa

Politecnico di Torino, commissione Statuto: il tema della democrazia
Comunicato FLC CGIL – Politecnico di Torino del 14 febbraio 2011

Alla sua entrata in vigore, la Legge Gelmini ha generato subito discussioni faticose, finalizzate alla definizione di criteri utili alla nomina della Commissione che riformerà lo Statuto del Politecnico di Torino, che hanno visto imporsi un tema lasciato, non a caso, “fuori legge”: quello della DEMOCRAZIA negli Atenei italiani.
Come è noto, la legge prevede la nomina di una commissione composta dal Rettore, da due rappresentanti degli Studenti e da dodici membri, designati in numero uguale dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione.
Nella intenzionale mancanza di norme procedurali, che sono parti fondamentali dei processi democratici, sono state presentate soluzioni molto spesso in contrasto tra di loro. Logiche assembleari o “nomination alla grande fratello” si sono succedute alle più disparate soluzioni per l’individuazione dei candidati, che, in ultima analisi, saranno scelti dagli attuali organi di governo dell’ateneo.
In questo senso il tema della democrazia sarà posto (è già posto) al di fuori delle logiche di governo che presiedono la vita delle università italiane. Per sua stessa natura la democrazia, nei suoi concetti fondamentali, non ammette le “mezze misure”; non può essere barattata con le nomine dall’alto o da assemblee più o meno rappresentative, che, in tale contesto, possono solo essere istanze preparatorie della volontà di decisione dei singoli.
Fin dall’inizio del percorso, posto in essere dalla legge, vi sono state due sole alternative:
1) la passiva accettazione della “governance” secondo i dettami e la forma giuridica disegnata dalla legge;
2) l’attiva e partecipata designazione dei candidati alla nomina, in modo tale da reintrodurre le forme di governo democratico dell’istituzione universitaria che la legge non contempla. In questo senso sarebbe stato necessario dar vita a elezioni primarie tra candidati.
Come FLC CGIL, prendiamo parte al dibattito e riteniamo, in tal senso, che una commissione democraticamente eletta, costituente, sarebbe stato il segno di una rinnovata espressione del principio di autogoverno del Politecnico di Torino. La rappresentanza democratica allontanerebbe il sospetto che il vero intento del Rettore sia quello di rafforzare le logiche baronali, approfittando appieno degli strumenti che la medesima legge mette a disposizione e smorzando l'involontario potenziale innovativo insito nella Commissione, qualora fosse eletta democraticamente.
Ma ormai è tardi. L’ambiguità del dibattito svoltosi nel nostro Ateneo ha consegnato alla “tirannia” dei tempi, e delle procedure stabilite dagli organi di governo dell’ateneo,la definizione della rosa di candidati da sottoporre alla scelta degli organi di governo (…i nominativi già emersi dalle aree nella fase preliminare di consultazione, ………. sia quelli che emergeranno da altre istanze, individuali o collegiali, vengano formalizzati con la presentazione di un breve curriculum associato alla firma di 10 presentatori.)

Riteniamo che la legittimazione dei rappresentanti del personale TA a gestire l’individuazione dei candidati sia un fatto nuovo e positivo, anche in prospettiva, perché avranno un ruolo primario nel rappresentare le istanze del personale TA nella riformulazione delle regole statutarie.
Certamente, avendo sostenuto attivamente le ragioni di un percorso democratico, vediamo con sfavore il fatto che le candidature non siano state individuate democraticamente. Ci rendiamo conto, tuttavia, che i tempi stretti e le difficoltà tecniche abbiano costituito ostacoli che difficilmente avrebbero consentito l’esercizio di una democrazia autentica, che richiede tempi adeguati, tali da consentire a tutti i candidati di esprimere le proprie dichiarazioni.
In questa fase, riteniamo di fondamentale importanza valorizzare i nostri rappresentanti e favorire al massimo il ruolo che è stato loro attribuito, affinché operino attivamente nella strutturazione delle richieste e delle rivendicazioni del personale dell’Ateneo relative al nuovo Statuto. Di conseguenza, accetteremo senza riserve le scelte fatte dai rappresentanti SA - CdA e i nominativi che indicheranno.
Analogamente a quanto proposto all’Università di Torino, riteniamo importante definire come FLC CGIL di Torino un gruppo di lavoro in grado di affiancare i rappresentanti in SA, CdA e in Commissione Statuto nel difficile lavoro di elaborazione di principi e di traduzione in norme statutarie. Inoltre intendiamo ricorre anche a consultazioni on line per coinvolgere il personale tecnico ed amministrativo sui nodi problematici che di volta in volta emergeranno nella discussione della commissione.
Da questo punto di vista, riteniamo opportuno che la scelta dei rappresentanti del personale tecnico ed amministrativo debba avere alcuni criteri distintivi, in particolare le competenze in materia organizzativa e statutaria poiché i contenuti della elaborazione di tale commissione affronteranno temi complessi le cui ricadute avranno conseguenze sull'intera struttura organizzativa, sui rapporti tra i dipartimenti e sull'organizzazione del lavoro.
La posta in gioco è alta. Occorre difendere gli spazi di rappresentatività attuali ed estenderli, nel contesto sfavorevole di una legge che elude il processo democratico a favore di una  “governance” non meglio precisata.
Il tema della rappresentanza è di notevole rilievo, ma va inserito in un contesto di radicale ridisegno dell’organizzazione di Ateneo e nel modello organizzativo al quale si vorrà fare riferimento. Intendiamo sostenere le ragioni di una università pubblica, autonoma,
accessibile a tutti, messe in pericolo dal recepimento dei contenuti della Legge Gelmini. Occorrerà capire se la riscrittura dello statuto e la riorganizzazione che ne conseguirà saranno solo un’operazione cosmetica volta a riproporre gli attuali meccanismi sotto una forma nuova solo in apparenza, o se vi sarà la ricerca di un modello di università rinnovato, che consenta un servizio di qualità più elevata all’utenza e condizioni di lavoro migliori.
Quale che sia il risultato, il nuovo Statuto condizionerà fortemente al vita di chi lavora e studia in Ateneo nei prossimi anni, per questo, come organizzazione sindacale, intendiamo impegnarci e essere presenti durante tutto il percorso, che si presenta difficile dal suo inizio.

FLC CGIL – Politecnico di Torino.

Allegato: comunicato

 
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