Manovra economica, gli effetti sui settori della conoscenza. Schede di approfondimento Stampa

L’approvazione al Senato del maxi emendamento del Governo alla manovra 2010 produce alcune modifiche al testo del DL 78/10, peggiorandone, per alcuni aspetti, i contenuti (dal sito del Senato: il testo del maxiemendamento).

Restano confermate le disposizioni più odiose, dal blocco dei contratti e degli scatti al congelamento degli stipendi, dal taglio del 50% delle risorse per i contratti del personale precario alla soppressione di alcuni importanti enti di ricerca.

Le novità più importanti sul fronte contrattuale sono essenzialmente due
  • le risorse per il salario accessorio che vengono automaticamente ridotte in misura proporzionale al numero di personale in servizio
  • lo storno dei risparmi derivanti dai tagli previsti dalla legge 133/2008. Tali somme dovrebbero essere parzialmente utilizzate, a titolo meramente risarcitorio, per attenuare gli effetti, economici ma non giuridici, del blocco degli scatti nel comparto scuola.

Se a ciò aggiungiamo, sul versante previdenziale, la conferma del passaggio obbligatorio al TFR e l’elevazione dell’età pensionabile a 65 anni per le donne, è evidente che si è utilizzato lo strumento della manovra per mettere in campo una serie di interventi strutturali che vanno oltre le necessità di risanamento dei conti.

È anche per queste ragioni che abbiamo espresso il nostro giudizio radicalmente contrario ad un provvedimento che fa cassa con i soldi dei lavoratori dipendenti.

Per permettere a tutti di poter approfondire le novità contenute nella manovra 2010 pubblichiamo alcune schede di approfondimento, aggiornate dopo il maxi emendamento, relative ai comparti della conoscenza, riservandoci ulteriori integrazioni quando la legge di conversione sarà definitivamente licenziata.

Gli approfondimenti per i comparti: scuola, università, ricerca.

 
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