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Linee guida per la contrattazione integrativa PDF Stampa E-mail

Il blocco dei contratti e delle retribuzioni introdotto dalla legge finanziaria 78/2010 determina conseguenze molto negative sulla contrattazione nazionale e integrativa e apre uno scenario molto difficile per esercitare le prerogative contrattuali, creando contraddizioni sul piano giuridico. A ciò si aggiungono i contenuti del decreto 150/2009.

A tale proposito il 15 luglio scorso è stata pubblicata la circolare applicativa n. 7 (datata 13 maggio 2010) contenente gli indirizzi di contrattazione integrativa alla luce del Dlgs. 150/2009. Questa circolare pone una serie di problematiche sia in ragione dei contenuti della manovra stessa che in ragione degli obiettivi e della tempistica previsti nello stesso decreto 150, spingendosi oltre i limiti e le disposizioni della legge e del decreto. L’emanazione di questa circolare appare un tentativo per ribadire la validità e l’operatività dei contenuti del decreto Brunetta, sostanzialmente pregiudicati dal blocco dei contratti e degli stipendi, incluso il salario accessorio, introdotto dalla manovra. Questo è tanto più vero se ricordiamo che la prima versione del decreto legge 78, coerentemente, prevedeva la sospensione dei contenuti del decreto150/2009. 
 

Una circolare inapplicabile e contraddittoria

La manovra finanziaria blocca per tre anni i rinnovi contrattuali e il salario accessorio fotografandolo al 2010.

La conseguenza ovvia è che le disposizioni contrattuali, comprese le modalità di finanziamento della contrattazione integrativa, vengono prorogate sino alla stipula dei successivi CCNL per il principio di ultrattività degli stessi.

 

La circolare è un evidente tentativo di forzare la mano sull’applicazione del decreto 150 stabilendo una sorta di retroattività dei contenuti del decreto stesso. Infatti si afferma che si applicano le disposizioni del Dlgs.150 su merito e premi a prescindere dall’anno finanziario di riferimento dei fondi. Si arriva persino a stabilire che il termine del 31 dicembre 2010 per l’adeguamento dei contratti integrativi non vale a sanare le eventuali irregolarità dei contratti stipulati dopo l’entrata in vigore del decreto 150 (16 novembre 2009). Questa disposizione a nostro parere è illegittima.


 

Salario accessorio: perché non si può applicare il principio di selettività

  • Il decreto 150/2009 prevede una tempistica stringente.

 

Ad oggi questa tempistica non è stata rispettata. Ma c’è di più. La Commissione di valutazione ha deliberato (3/2010) la decorrenza del piano delle performance al 2011 e (nella seduta del 18 febbraio 2010) ha accertato che la graduatoria di performance delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali”, da trasmettere all’Aran per la ripartizione delle risorse per la contrattazione decentrata, potrà essere deliberata soltanto nel maggio 2013 con applicazione ai contratti collettivi successivi a quella data.


 

Inoltre, per docenti di scuola e Afam, oltre che per i ricercatori e i tecnologi manca il decreto interministeriale che dovrebbe definire modalità e limiti dell’applicazione di questa parte del 150. Non sono ancora stati definiti gli organismi indipendenti di valutazione per la scuola, mentre per l’università con la delibera 9 della Civit sono stati attribuiti questi compiti agli attuali nuclei di valutazione che comunque dovranno riorganizzarsi e raccordarsi con l’ANVUR e con il CIVIT.


 

Però la circolare afferma che il mancato rispetto di alcuni adempimenti essenziali per l’attuazione di questa parte del decreto Brunetta non possa impedire la sottoscrizione dei contratti integrativi che, quindi, si dovranno attenere, per quanto riguarda le progressioni economiche e di carriera, ai principi generali di selettività etc… contenuti nel decreto. Vale a dire non ci sono le condizioni previste dalla legge, ma applicate i principi generali.


Riteniamo tali atti illegittimi.

E’ importante dare impulso alla contrattazione integrativa.Occorre chiudere i contratti entro il mese di dicembre 2010 per evitare il congelamento dei salari previsto nella manovra finanziaria. Vi segnaliamo che alcune associazioni/sindacati stanno dando indicazioni ai dirigenti di allungare il più possibile il tempo delle trattative per arrivare a gennaio 2011 e quindi (pensano loro) avere mano libera su tutto. Va superata la consuetudine di accantonare parte delle risorse contrattuali come ad esempio accade nel comparto scuola. E’ bene contrattare tutto, anche perché in caso contrario per effetto della disposizione sul “cedolino unico” dal 1 gennaio 2011 il salario accessorio sarà liquidato dalla ex DPT. Di conseguenza le eventuali economie verrebbero automaticamente incamerate dal MEF stesso. Abbiamo necessità di avere immediata conoscenza di situazioni in cui la contrattazione integrativa viene ostacolata o si tenta di dare applicazione a norme del 150/2009 sulla base di quanto sopra descritto. Questo perché assumeremo sul versante legale tutte le iniziative necessarie.

Ricordiamo che esistono già alcune sentenze che rafforzano la nostra posizione:




Oltre a tre Contratti Integrativi: Mobilità (Trasferimenti), Seconda posizione economica ATA, Contratto Integrativo sulla Ripartizione del salario accessorio. Tutti firmati successivamente alla pubblicazione del Dlgs. 150/2009.


 


 


 


 

FLC CGIL di Torino



 



 


 
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