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ACCORDO DEL 4 FEBBRAIO, SEPARATO SENZA LA CGIL UN ACCORDO CHE PENALIZZA I LAVORATORI DEL PUBBLICO IMPIEGO PDF Stampa E-mail
Scritto da FLC CGIL TORINO   
Mercoledì 09 Febbraio 2011 11:58
 

ACCORDO DEL 4 FEBBRAIO, SEPARATO SENZA LA CGIL

UN ACCORDO CHE PENALIZZA I LAVORATORI DEL PUBBLICO IMPIEGO


 

"Solo uno scambio politico per sostenere un governo in difficoltà mentre rimangono le emergenze nel pubblico impiego". Così la CGIL in una nota denuncia i motivi alla base del suo no all'intesa separata registrata oggi sui premi di produttività nel pubblico impiego. Secondo la confederazione di Corso d'Italia infatti "l'accordo separato di oggi si muove, con tutta evidenza perseguita, solo in un ambito di scambio politico tra Governo e sindacati firmatari che decidono così di sostenerne l'opera, soprattutto in un momento di difficoltà politica".

Ma per il sindacato gli "effetti negativi" prodotti dalla legge Brunetta e dalla manovra economica rimangono inalterati: "I precari - si legge nella nota - verranno falcidiati per effetto della legge 122; non si procede alle elezioni delle Rsu, che rappresentano una ferita per il tessuto democratico nella P.A.; rimane il blocco della contrattazione nazionale e decentrata, che contrasta palesemente con l'obiettivo di maggiore efficienza, e la correlata totale assenza di risorse; non si risolve il destino degli scatti di anzianità futuri della Scuola a partire dal 2011, per i quali mancano risorse che non siano quelle derivanti dai tagli al sistema di istruzione; la necessità di ricomporre un quadro equilibrato nel rapporto con le Regioni e le Autonomie Locali (che non hanno aderito all'accordo separato sul modello contrattuale, e che oggi non sono state neppure invitate)".

Il testo, quindi, "che, come è risultato palese, era noto e condiviso da alcune organizzazioni sindacali", ha per la CGIL "come unico obiettivo quello di avallare il modello normativo e contrattuale esistente: tale ipotesi non è né utile per risolvere i problemi del lavoro pubblico né per restituire efficienza alle Amministrazioni Pubbliche". Per quanto riguarda lo "scambio politico" la CGIL spiega: "il Governo tenta di dimostrare una capacità di soluzione dei problemi fondata sul nulla e tenta di allentare la tensione del confronto parlamentare sul decreto ‘milleproroghe', con ciò, di fatto, depotenziando il ruolo del Parlamento".

Per quanto riguarda i sindacati firmatari, aggiunge la nota, "che sono stati muti testimoni di fronte alla manovra finanziaria dell'estate e alla legge Brunetta, provano a vendere questo accordo come risolutivo degli effetti negativi sui pubblici dipendenti, e spingono ulteriormente sulla strada del modello contrattuale separato". Ma a parere dalla CGIL "così non è perché rimane il blocco dei contratti, il taglio dei precari e il blocco dell'elezione delle RSU. L'indecorosa sceneggiata svoltasi a Palazzo Chigi non servirà a salvare la faccia dei protagonisti.


 

Una nota sul merito dell’accordo

1. Al primo punto dell’accordo si fa riferimento alla necessità di dare attuazione alla legge 15/2009 (legge Brunetta) ed al suo decreto applicativo (Dlgs 150/2009) nel quadro del Protocollo delle relazioni sindacali del gennaio 2009 che la CGIL non ha firmato perché tra le diverse ragioni prevedeva la possibilità di derogare al contratto nazionale, snaturandolo. Nell’accordo è detto esplicitamente che CISL e UIL saranno parte di questo percorso di applicazione.


 

2. Quando al secondo punto si dice che le retribuzioni non potranno diminuire si introduce un artificio linguistico piuttosto imbarazzante per i firmatari. Non si dice infatti che potranno aumentare. Non solo. Il blocco delle retribuzioni al 2010 e in mancanza di un rinnovo del contratto comporta un abbassamento del potere d’acquisto delle retribuzioni per effetto dell’aumento dell’inflazione. Le retribuzioni non diminuiscono, ma di fatto il salario non è in grado di recuperare tutti i fattori che ne determinano l’erosione.


 

3. L’accordo prevede la sostanziale accettazione del sistema premiante introdotto dal governo (25% dei lavoratori a cui viene destinato il 50% delle risorse, 50% dei lavoratori a cui viene assegnato il rimanente 50% di risorse premianti, 25% dei lavoratori che rimarranno senza alcuni riconoscimento).


 

4. Anzi per l’attuazione di questi provvedimenti è prevista la formazione di commissioni paritetiche nazionali, a cui dovranno partecipare i sindacati firmatari dell’accordo. Tali commissioni dovrebbero valutare il “miglioramento degli indicatori di performance delle amministrazioni” in un contesto, aggiungiamo, privo di risorse.


 

5. Infine, viene rinviato all’Aran il compito di definire un atto di indirizzo per la stipulazione di un accordo quadro sulle relazioni sindacali nel pubblico impiego e recepire così il protocollo del 22 gennaio 2009. La CGIL non lo firmò perché come dimostrano le vicende di questi mesi era peggiorativo della condizioni di lavoro. Anziché ribadire la necessità di rinnovare i contratti nazionali di lavoro si è preferito congelare questa decisione con il rischio di un progressivo depotenziamento del contratto nazionale.


 

Infine una valutazione di metodo.

È legittimo che la UIL indichi ai lavoratori una propria valutazione, positiva, circa l’accordo firmato il 4 febbraio. Come è altrettanto legittimo che si tenga una collocazione di sostegno al governo in carica indipendentemente dal merito sindacale. Troviamo un po’ surreale l’appoggio della UIL Università allo sciopero dei meccanici della FIOM, proprio sui temi della difesa del lavoro e del contratto nazionale, e poi a questo segue una posizione di sostegno all’accordo appena firmato e con i contenuti che abbiamo sintetizzato e che sono difficilmente confutabili.

In ogni caso siamo disponibili a qualsiasi forma di dialogo e collaborazione a difesa delle retribuzioni e della condizione materiale dei lavoratori.


 


 

FLC-CGIL Torino


ALLEGATI:


 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Febbraio 2011 12:04
 
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