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#NonSmobilitiamo - NUOVI VOUCHER? C'E' CHI DICE NO! PDF Stampa E-mail
Scritto da FLC CGIL TORINO   
Venerdì 26 Maggio 2017 13:36
 
Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Maggio 2017 19:08
 
PRESENTAZIONE LIBRO - Marco Romito, Una scuola di classe. - Lunedi' 29 maggio 2017 ore 17.30 – 19.00 - Istituto comprensivo Umberto Saba - via Lorenzini 4 – aula magna PDF Stampa E-mail
Scritto da FLC CGIL TORINO   
Martedì 23 Maggio 2017 09:54
Da Proteo Fare Sapere Torino e Flc Cgil Torino l'invito ad un appuntamento che riguarda la scuola di oggi, per interrogarsi sul rapporto tra scuola e disuguaglianze e per realizzare il diritto all'istruzione.


Lunedi' 29 maggio 2017 ore 17.30 – 19.00
Istituto comprensivo Umberto Saba,
via Lorenzini 4 – aula magna
 
PRESENTAZIONE LIBRO

Marco Romito, Una scuola di classe. Orientamento e disuguaglianza nelle transizioni scolastiche, Guerini e Associati, 2016

Quali fattori condizionano la scelta della scuola superiore in Italia? Quale ruolo può svolgere l’orientamento scolastico per rendere il sistema di istruzione più equo? È possibile che le pratiche orientative rafforzino il peso delle origini sociali sui destini educativi degli studenti? Frutto di una ricerca etnografica, il libro si interroga sul rapporto tra scuola e disuguaglianze, tra scelte educative e condizionamenti sociali.

FLC CGIL TORINO 
 
Istruzione e lavoro. Una freccia senza bersaglio. Seminario Flc Cgil Piemonte 22 maggio 2017 - dalle 15 alle 18 - Camera del Lavoro di Torino, via Pedrotti 5 PDF Stampa E-mail
Scritto da FLC CGIL TORINO   
Martedì 16 Maggio 2017 09:56
 
Ultimo aggiornamento Martedì 16 Maggio 2017 10:28
 
Linee guida unitarie sull’assegnazione alle scuole dei docenti titolari su ambito PDF Stampa E-mail
Scritto da Flc Cgil Torino   
Venerdì 12 Maggio 2017 09:29
 Mobilità scuola 2017/2018: linee guida unitarie sull’assegnazione alle scuole dei docenti titolari su ambito

Un aspetto innovativo della mobilità per l’a.s. 2017/2018 è rappresentato dal CCNI sottoscritto tra il MIUR e le organizzazioni sindacali sul passaggio dei docenti da ambito a scuola che assicura procedure imparziali, definendo regole certe e stabilite a livello nazionale, collega l’individuazione dei requisiti al fabbisogno del PTOF di istituto e valorizza il ruolo del collegio dei docenti per contrastare la "chiamata diretta" e ogni forma di discrezionalita'. Si afferma un principio di trasparenza con la pubblicazione degli avvisi prima che si conoscano gli esiti dei movimenti. Per questa via si esclude ogni interferenza estranea al PTOF.

I sindacati FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola Rua e SNALS Confsal hanno messo a disposizione delle sintetiche linee guida per l’applicazione del CCNI e un fac simile di delibera del Collegio docenti per l’individuazione dei requisiti per il passaggio da ambito a scuola (cd “chiamata diretta”) e con l'occasione hanno ribadito il forte impegno unitarioario creare le condizioni per un rinnovo del Ccnl che ridia soggettività e valore al lavoro di docenti, dirigenti, educatori e Ata, liberi la contrattazione da lacci e lacciuoli introdotti a vario titolo dal legislatore in 10 anni di mancato rinnovo e devolva interamente al Ccnl materie come l’organizzazione del lavoro, la formazione, il bonus premiale, la valutazione dei dirigenti e la mobilità.

 

La Flc Cgil Torino è a disposizione per ogni approfondimento in merito. Contattate la nostra sede, lasciando il vostro riferimento telefonico a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

FLC CGIL TORINO
www.flcgil.it/scuola/mobilita-scuola-2017-2018-linee-guida-unitarie-sull-assegnazione-alle-scuole-dei-docenti-titolari-su-ambito.flc

 
PROVE INVALSI. QUALE FUTURO. PDF Stampa E-mail
Scritto da flc cgil torino   
Mercoledì 03 Maggio 2017 06:45
PROVE INVALSI. QUALE FUTURO.
FLC CGIL. Anche quest’anno la scuola italiana si prepara per le prove Invalsi Ma ancora non c’è chiarezza su come verranno utilizzati in futuro i risultati delle prove standardizzate.
02/05/2017
 
Anche quest’anno scolastico le prove INVALSI non riservano sorprese; come da copione, si svolgeranno secondo il calendario reso noto da tempo:
 
3 maggio 2017 II Primaria: prova di Italiano e prova di lettura; V Primaria: prova di Italiano
5 maggio 2017 II Primaria: prova di Matematica; V primaria: prova di Matematica e Questionario studente 
9 maggio 2017 II Secondaria di secondo grado: prova di Matematica e di Italiano
Le sorprese verranno, invece, dai decreti attuativi della L. 107/15.
 
Il futuro delle prove INVALSI è contenuto, infatti, in un decreto non ancora pubblicato, che attua l’adeguamento della normativa in materia di valutazione, certificazione delle competenze ed Esami di Stato.
 
Le uniche notizie certe risalgono ad un mese fa circa e riguardano pochi e parziali contenuti dei decreti attuativi, diffusi dai comunicati stampa del MIUR. Così, a fronte degli schemi di decreto, delle proposte e delle discussioni che negli ultimi mesi hanno destato preoccupazione nel mondo della scuola; a fronte dei pareri favorevoli delle Commissioni di Camera e Senato, che non sempre sono stati migliorativi dei testi del Governo, i comunicati ministeriali si limitano a chiarire che la prova INVALSI della scuola secondaria di primo grado si svolgerà nel corso del terzo anno e non più durante l’esame; che viene introdotta nella classe quinta del secondo ciclo e che anche in questo caso si svolgerà nel corso dell’anno scolastico; che riguarderà italiano, matematica e inglese e sarà obbligatoria ai fini dell’ammissione all’esame di Stato.
Prove INVALSI obbligatorie per l’alunno, dunque, ma non valutabili dalla Commissione ai fini del voto d’esame.

Nessuna anticipazione, invece, sull’utilizzo che verrà fatto delle prove INVALSI all’interno della certificazione delle competenze e del curriculum dello studente.
Sarebbe stato legittimo aspettarsi, se non altro per coerenza logica, che il Ministero avesse chiarito che i risultati individuali delle prove INVALSI, esclusi ai fini del voto d’esame, non sarebbero stati utilizzati in nessun modo ai fini della valutazione degli apprendimenti o, comunque, nelle certificazioni finali delle competenze e nel curriculum dell’alunno.
Sarebbe stato altrettanto logico aspettarsi che il legislatore avesse inteso valorizzare la professionalità docente, in quanto naturale garanzia per una valutazione degli apprendimenti capace di essere il più possibile equa, rispettosa dell’alunno e del suo percorso scolastico, all’ interno di un progetto di scuola pubblica inclusiva.
Ma tutto questo avrebbe richiesto un progetto che fosse ispirato da una forte riflessione scientifica e sorretto da una adeguata sperimentazione.
Durante l’iter di approvazione dei decreti attuativi, invece, nei tempi ristretti della discussione il dibattito asfittico ha impedito l’elaborazione di un impianto coerente che fosse in grado di recepire in un progetto ampio e condiviso le numerose indicazioni provenienti dal mondo della scuola e della ricerca didattica. Le contraddizioni che ne sono scaturite non risparmiano le prove INVALSI, che rischiano di allontanarsi sempre più dal loro naturale terreno, per diventare un inadeguato strumento classificatorio e di valutazione degli apprendimenti.
 
La FLC CGIL è costretta ancora una volta a rivendicare alla Scuola Italiana adeguati spazi di confronto, perché nessuna riforma e nessun riordino che la riguardi possa più prescindere da un impianto che sia validato sul piano scientifico, condiviso e verificabile.
 
Per questi motivi, a parere della FLC CGIL è più che mai urgente riaprire la discussione e partendo da un coerente progetto di scuola inclusiva:
 
- conferire alle prove INVALSI, somministrate all'interno del percorso scolastico, natura campionaria;
- prevedere la sospensione del loro attuale utilizzo per un arco di tempo predeterminato, nel corso del quale introdurre un’autentica e costruttiva sperimentazione, che sia supportata da una adeguata elaborazione teorica;
- non utilizzare i risultati delle prove INVALSI per certificare competenze o per il curriculum dello studente, in quanto si tratta di documenti di cui possono servirsi terzi per classificare e selezionare gli alunni;
- non utilizzare le prove INVALSI per formare graduatorie destinate a misure di welfare studentesco, che per loro natura, essendo destinate a sostenere il percorso di studi di coloro che vivono condizioni di disagio sociale ed economico, non devono essere vanificate da logiche di classificazione su cui grava il peso di una discussione scientifica internazionale ancora in corso;
- valorizzare la professionalità docente, all’interno dell’autonoma capacità di progettazione e di ricerca della scuola italiana;
- bloccare il percorso che potrebbe portare l’INVALSI a diventare un “testificio”, orientandone, piuttosto, la mission verso la ricerca e la messa in campo di processi e pratiche valutative, in un quadro di collaborazione proficua con le istituzioni del sistema educativo nazionale
 
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