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INVITO A FIRMARE LA PETIZIONE SULLO STATUTO PDF Stampa E-mail
Scritto da FLC CGIL TORINO   
Ai Professori e ai Ricercatori dell’Università degli Studi di Torino,

 La Commissione Statuto è in procinto di concludere i lavori. A breve il documento che regolerà la vita dell’Ateneo nei prossimi anni sarà sottoposta agli Organi di Governo per l’approvazione definitiva.
Abbiamo sostenuto attivamente l’ampio movimento contrario all’approvazione della riforma universitaria, anche con lo sciopero del 17 novembre 2010 al quale hanno aderito docenti e ricercatori dell’Ateneo, convinti della necessità di difendere l’idea stessa di una università pubblica, di qualità e accessibile a tutti, la libertà di ricerca e di insegnamento, il diritto allo studio. A riforma approvata, siamo stati attivi in tutti gli atenei italiani per limitarne gli effetti negativi, a cominciare dal progetto di governance ispirato ad una logica verticistica ed aziendalistica, che rischia di concretizzarsi nei modi peggiori per l’azione di gruppi di potere interessati agli strumenti che la legge n. 240/10 mette loro a disposizione.
Ora, come vi è noto, all’interno della Commissione statuto di Ateneo si è creata una grave spaccatura su alcuni punti nevralgici, legati alla composizione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione.
Nella difficile condizione che stiamo vivendo, ci pare necessario evitare che il nuovo statuto venga imposto a colpi di maggioranza, quando occorrerebbe favorire la formazione del più ampio consenso possibile sulle nuove regole.

SENATO ACCADEMICO
L’imposizione di un numero massimo di 35 componenti di Senatori da parte della l. n. 240/11, con un minimo di 24 docenti, 8 dei quali Direttori di Dipartimento, crea serie difficoltà nel mantenere l’attuale criterio di rappresentanza per area scientifica di appartenenza, che prevede, secondo la proposta del Rettore, 26 docenti provenienti dalle 16 aree tradizionalmente individuate, con una rappresentanza approssimativamente proporzionale al numero di docenti per area. Il problema è che il numero di 26 docenti schiaccerebbe le altre componenti, ossia gli studenti e il personale tecnico-amministrativo, ed esclude completamente altre figure, come i dottorandi o gli assegnisti di ricerca.
La rappresentanza per area porterebbe, probabilmente, a un Senato composto in prevalenza da Direttori di Dipartimento, tutti docenti ordinari, in analogia con l’attuale presenza in Senato di tutti i Presidi di Facoltà. Tale presenza sarebbe auspicabile se il numero di Dipartimenti fosse limitato, come avviene negli atenei di minori dimensioni. In un Ateneo di grandi dimensioni come il nostro, l’inserimento di tutti i Direttori  porterebbe inevitabilmente a un Senato privo di una rappresentanza adeguata per i Professori Associati, i Ricercatori a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato, gli Studenti, il personale tecnico-amministrativo e altre figure.
Sono queste le ragioni che ci spingono a sostenere una modalità di rappresentanza più trasversale e meno direttamente collegata alle singole aree, che il criterio delle 4 macroaree sembra raffigurare al meglio. Si tratterebbe di una modalità flessibile e passibile di adeguamenti a imprevedibili esigenze future in sede regolamentare, che la rigidità del criterio delle 16 aree non consentirebbe.
Il nostro statuto si porrebbe così in una posizione innovativa nel panorama degli atenei italiani, come il Rettore stesso ha più volte auspicato.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il Consiglio di Amministrazione è l’organo al quale la legge n. 240/10 attribuisce i poteri  maggiori. La legge prevede che esso debba essere composto da non più di 11 membri, compreso il Rettore, almeno 3 dei quali esterni all’Ateneo. Vi è una rappresentanza di 2 studenti obbligatoria per legge. Con questi vincoli, sono di fondamentale importanza il numero e le modalità di scelta dei componenti esterni e la possibilità di eleggere i componenti interni.
Proprio per l’ampio potere che gli viene conferito, riteniamo necessario che la presenza di esterni sia limitata al minimo di legge e che i componenti interni godano della più ampia legittimazione possibile. Chiediamo pertanto che i componenti interni siano 5, che rappresentino tutte le componenti e che siano eletti a suffragio universale, lasciando al Senato Accademico il compito di scegliere i componenti esterni.
Sono queste le ragioni per le quali invitiamo i Docenti e i Ricercatori a firmare l’importante PETIZIONE on line all’indirizzo:

http://www.petitiononline.com/statUnit/petition.html

La petizione è stata proposta e sostenuta congiuntamente:
  • dal Coordinamento Ricercatori Unito - Rete29Aprile di Torino
  • dagli Studenti Indipendenti
  • dal Gruppo di Lavoro a sostegno delle commissarie TA in Commissione Statuto,
  • dalle R.S.U.
  • dalle Organizzazioni sindacali FLC CGIL, CISL e UIL RUA
  • dalle Commissarie rappresentanti del Personale TA in Commissione Statuto,
  • da Rappresentanti del Personale TA in Senato Accademico e in Consiglio di Amministrazione

Oltre a quanto evidenziato, riteniamo auspicabile che il nuovo statuto sia approvato e fatto proprio dalla comunità accademica, sull’esempio del Politecnico di Torino, che sottoporrà a referendum il proprio statuto. In ogni caso,la FLC CGIL si farà promotrice di una iniziativa referendaria, come è stato fatto all’Università di Bologna e insieme a tutti i soggetti che hanno patrocinato la petizione, qualora non si dovesse giungere a una sufficiente livello di rappresentatività  e di democraticità nella composizione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione.

Torino, 7 luglio 2011 
 
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