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VERTENZA PRECARI - INCONTRO GIOVEDI' 8 GENNAIO 2015 - ORE 16.30 PDF Stampa E-mail
Scritto da FLC CGIL TORINO   
 

Ciao a tutt*,

La FLC CGIL di Torino convoca un’assemblea dei ricorrenti della cosiddetta “vertenza precari” e di tutto il personale precario della scuola statale per informare e discutere sugli effetti della sentenza della Corte di Giustizia Europeaconseguenze e prospettive sul personale precario e prosecuzione della tutela legale.

L’incontro si terrà nel salone Pia Lai presso la CGIL Camera del Lavoro Provinciale di Torino giovedì 8 gennaio 2015, dalle ore 16.30 alle 18.30.

La FLC CGIL aveva avviato la vertenza nazionale per la stabilizzazione del personale precario nel lontano 2010 insieme all'operazione centomila, dopo che la Commissione Europea definì un abuso la reiterazione per più di 36 mesi dei contratti a tempo determinato allo stesso personale su posti stabilmente vacanti.

Da allora la vertenza ha coinvolto migliaia e migliaia di precari i quali sono stati assistiti dai legali della FLC CGIL nei diversi gradi di giudizio e fino in Cassazione ottenendo molte vittorie.

La FLC CGIL inoltre è intervenuta nella causa presso il Tribunale di Napoli che nel gennaio 2013 ha rimesso alla Corte di Giustizia europea il giudizio sulla questione della legittimità della normativa italiana in materia di precariato. La FLC CGIL è quindi stata presente con i suoi legali il 27 marzo 2014 presso la Corte di Giustizia nell’udienza che ha dibattuto la questione dei precari della scuola italiana e infine è stata presente lo scorso 26 novembre a Lussemburgo quando la Corte finalmente ha riconosciuto le ragioni dei precari censurando il comportamento dello Stato italiano.

Ora la FLC CGIL chiede al Governo di dare immediata attuazione alla sentenza stabilizzando tutti i precari che hanno i requisiti richiamati dalla sentenza.

La questione riguarda oltre 200 mila lavoratori della scuola, tra docenti e Ata, che stanno nelle graduatorie a esaurimento, in quelle di seconda fascia, che hanno ottenuto l’abilitazione nel Tfa e nel Pas.

Cosa dice in sostanza questa sentenza?

Il prof. Vittorio Angiolini, che ha rappresentato la FLC CGIL a Lussemburgo , ha spiegato che il principio di diritto su cui si basa la sentenza è il contrasto della normativa italiana con quella europea, in quanto il nostro attuale sistema non prevede misure dissuasive e preventive dell’abuso di contratti a termine. Gli accordi europei che regolano la materia impongono agli stati di indicare ragioni oggettive che giustifichino la reiterazione dei contratti a termine, ponendo anche un limite temporale; devono indicare anche delle sanzioni per chi ne abusa e i risarcimenti non devono essere inferiori al danno del lavoratore, altrimenti la misura dissuasiva non funziona. Da noi spesso si ricorre al risarcimento forfettario che non sempre è un deterrente. Inoltre, la Corte ritiene che non sia sufficiente che lo Stato dichiari l’intenzione di bandire i concorsi: deve indicare tempi certi del loro espletamento. Infine, il principio che non si deve abusare di contratti a termine laddove si manifestano esigenze permanenti vale sia per il settore pubblico sia per quello privato.

Cosa succederà ora?

La FLC CGIL solleciterà il governo a intervenire con urgenza per sanare questa situazione anche perché altre migliaia di ricorsi stanno per essere presentati ed è ragionevole prevederne il risultato. Il governo è in colpevole ritardo. Questa sentenza era annunciata, visto che la normativa europea in materia è chiarissima già da 15 anni. La legislazione italiana, a cominciare dal collegato lavoro dell’ex ministro Sacconi (2010), se ne è fatta beffa e ora il governo subirà la procedura d’infrazione e dovrà pagare multe miliardarie, oltre ai risarcimenti per la soccombenza nei ricorsi.

Poiché tali soldi potrebbero essere usati in modo più proficuo, la FLC CGIL ha inviato ai ministri competenti una diffida per chiedere immediati e tempestivi atti volti a porre fine al comportamento omissivo dello stato italiano e a dare esecuzione immediata alla decisione della III Sezione della Corte di Giustizia Europea del 26 novembre 2014.

Contestualmente la FLC CGIL chiede agli stessi ministri di attivare un’operazione di trasparenza per conoscere bene quante persone iscritte alle diverse graduatorie, comprese quelle di istituto, abbiano i numeri per entrare nei piani di stabilizzazione e di stabilizzarli subito senza attendere l'inizio del prossimo anno scolastico

Questa sentenza avrà l’effetto di far emergere anche i tanti microabusi che una dissennata e punitiva legislazione sul lavoro ha diffuso. Le conseguenze non saranno né sanatorie, né piani assistenziali, ma un riordino del lavoro che farà bene ai lavoratori, restituendogli dignità, e alle amministrazioni pubbliche, soprattutto scuole, università, enti di ricerca e di alta formazione, che potranno contare su un buon lavoro. Questa volta l’Europa lo impone davvero. Ce lo chiede l’Europa!

Questo è un primo obiettivo della FLC CGIL. La nostra mobilitazione continua!

I precari devono avere un prospettiva occupazionale certa e nel contempo devono avere una Rappresentanza Sindacale.

Nelle prossime elezioni RSU potranno votare (elettorato attivo) anche tutti i lavoratori a tempo determinato in servizio al momento delle votazioni. Potranno essere candidati (elettorato passivo), inoltre, anche tutti i lavoratori a tempo determinato che siano in servizio al momento dell'annuncio delle elezioni (13 gennaio 2015) e abbiano un contratto di almeno 12 mesi, successivi all'elezione della RSU.

Per la scuola l'elettorato passivo è esteso anche a coloro che hanno un contratto annuale fino al termine delle attività didattiche).

Dopo quella alla Corte europea, un'altra vittoria della FLC.

 
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