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Marcia Per Il Lavoro - 19/02/11 - Porta Susa Ore 14 PDF Stampa E-mail

 

19 FEBBRAIO 2011 - MARCIA PER IL LAVORO, I DIRITTI, LA DEMOCRAZIA

Sabato 19 febbraio 2011, ore 14,00 a Torino, da Porta Susa a Piazza San Carlo

 

LA CGIL DEL PIEMONTE, COME SI FARÀ IN ALTRE REGIONI ITALIANE, HA INDETTO PER SABATO 19 FEBBRAIO LA MARCIA PER IL LAVORO, I DIRITTI E LA DEMOCRAZIA.
UNA MANIFESTAZIONE DI LAVORATORI, PENSIONATI, STUDENTI, CITTADINI PER SALVARE IL LAVORO, DIFENDERE I DIRITTI E IL FUTURO DI NOI TUTTI.


SIAMO QUI PER IL LAVORO CHE SI PERDE In Piemonte nel solo 2010 ci sono state 186 milioni di ore di Cassa Integrazione, circa 50 mila persone in mobilità, più di un migliaio di aziende in crisi

SIAMO QUI PER IL LAVORO CHE NON C’È La Regione vive una crisi economica gravissima di tutto il suo sistema produttivo, in particolare di quello industriale, dalla Fiat al tessuto delle piccole medie imprese; tutto questo nel quasi disinteresse delle istituzioni regionali, appena mascherato da abili campagne pubblicitarie


SIAMO QUI PER IL LAVORO INVISIBILE Tantissimi precari, tempi determinati, internali, soci di cooperative, finte partite IVA, spesso in nero, hanno perso il lavoro senza che le statistiche ne tengano conto. Sono migliaia e migliaia di persone, soprattutto donne e giovani, senza lavoro e
senza diritti, in molti casi sfruttati da finti mediatori, un caporalato di vecchia memoria


SIAMO QUI PER IL LAVORO CHE NON SI TROVA E’ sempre più difficile per i giovani e per chi, in età più avanzata, ha perso il lavoro, cercare un’occupazione che dia stabilità e un reddito sufficiente per costruirsi una vita autonoma


SIAMO QUI PER IL LAVORO CHE NON HA VALORE I tagli a scuola, università e ricerca, l’assenza di una politica industriale compromettono la possibilità di una ripresa produttiva forte e duratura, basata sull’innovazione e sulla competizione di qualità

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Volantino Precari

 
Politecnico di Torino, commissione Statuto: il tema della democrazia PDF Stampa E-mail

Politecnico di Torino, commissione Statuto: il tema della democrazia
Comunicato FLC CGIL – Politecnico di Torino del 14 febbraio 2011

Alla sua entrata in vigore, la Legge Gelmini ha generato subito discussioni faticose, finalizzate alla definizione di criteri utili alla nomina della Commissione che riformerà lo Statuto del Politecnico di Torino, che hanno visto imporsi un tema lasciato, non a caso, “fuori legge”: quello della DEMOCRAZIA negli Atenei italiani.
Come è noto, la legge prevede la nomina di una commissione composta dal Rettore, da due rappresentanti degli Studenti e da dodici membri, designati in numero uguale dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione.
Nella intenzionale mancanza di norme procedurali, che sono parti fondamentali dei processi democratici, sono state presentate soluzioni molto spesso in contrasto tra di loro. Logiche assembleari o “nomination alla grande fratello” si sono succedute alle più disparate soluzioni per l’individuazione dei candidati, che, in ultima analisi, saranno scelti dagli attuali organi di governo dell’ateneo.
In questo senso il tema della democrazia sarà

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Un po’ di chiarezza sull’accordo del 4 febbraio -Un accordo che penalizza ancora una volta i lavoratori della scuola - Un accordo che la FLC CGIL ha rifiutato di sottoscrivere PDF Stampa E-mail
 
  1. Contrariamente a quanto viene detto, l’accordo stipulato da CISL e UIL con il governo Berlusconi fa riferimento esplicito alla legge Brunetta (L. 25/09) ed al suo decreto (Dlgs 150/09) che indebolisce la contrattazione ed assegna un ruolo sempre meno importante alle RSU nella distribuzione del salario accessorio.

  2. Nell’accordo si dice che sarà possibile svolgere la contrattazione, questo è vero, ma in assenza di risorse. Ciò equivale ad una presa in giro.

  3. Nell’accordo si dice che le retribuzioni non diminuiranno. Questo è un falso e per queste ragioni: il mancato rinnovo del contratto nazionale insieme al blocco degli scatti di anzianità determina una perdita di salario per tutti i lavoratori. E su l’accordo non dice nulla.

  4. Non si dice nulla sul recupero degli scatti di anzianità per il 2011-2012

  5. Non si dice nulla sul rinnovo delle RSU. I rappresentanti sindacali sono coloro che hanno garantito in questi anni la redistribuzione del salario di istituto, e le ragioni dei lavoratori in sede di contrattazione. Un ruolo insostituibile.

  6. Non si dice nulla sui lavoratori precari, anzi non rientrano negli interessi delle organizzazioni firmatarie dell’accordo.

  7. Nell’accordo si fa riferimento al Protocollo del 22 gennaio 2009. La CGIL non lo firmò perché prevedeva regole che andavano a minacciare il contratto nazionale e proponeva un calcolo dell’inflazione per il 35% inferiore a quello reale. Il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, se mai ci sarà, si baserà su un calcolo dell’inflazione che sarà penalizzante per i lavoratori.

  8. Nell’accordo si dice che si formerà una commissione paritetica per applicare il sistema del valutazione merito contenuto nella legge Brunetta; questo passaggio è molto pericoloso perché rischia di agganciarsi ad un provvedimento del Governo sulla valutazione che si propone di applicare su scala nazionale la sperimentazione che i collegi docenti torinesi e nazionali hanno bocciato nelle scorse settimane.

  9. Nell’ultimo punto dell’accordo si dice che nei prossimi 15 giorni dovrà essere definito un indirizzo per il rinnovo del contratto nazionale sulla base del decreto Brunetta, del Protocollo del 22 gennaio 2009.  

Cisl e Uil hanno siglato separatamente l’accordo del 4 febbraio.

Al di là della propaganda,

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Seduta Senato Accademico 10 febbraio 2011 PDF Stampa E-mail
Gentili Colleghi,
come molti di voi ormai sapranno, la necessità, più volte espressa dal Rettore, di nominare al più presto la Commissione per la riscrittura dello Statuto prevista dalla legge Gelmini, ci ha messo di fronte a una decina di giorni convulsi, in cui le riunioni delle varie commissioni si sono susseguite a ritmo quasi giornaliero, per sfociare nelle sedute-fiume del Senato accademico e del Consiglio di Amministrazione del 10 febbraio, durante le quali sono stati designati ufficialmente i componenti della commissione stessa.
La seduta del Senato è stata più volte interrotta dall’occupazione dell’aula da parte di studenti, ricercatori e precari. Come potete leggere nel resoconto che vi allego, i ricercatori chiedevano maggiore rappresentanza nella commissione, i precari volevano sottolineare il loro ruolo non riconosciuto nell’Università e i gravi problemi posti dall’applicazione della legge Gelmini, mentre gli Studenti Indipendenti chiedevano l’indizione immediata delle elezioni studentesche: dopo la risposta negativa del Senato, le cui motivazioni potrete leggere nel resoconto, si sono dimessi in massa dagli organi collegiali.
Visto che nelle riunioni pre-Senato si è parlato più che altro della nomina della Commissione statuto, ho diviso il resoconto in due parti distinte, una, cronologicamente precedente, riguardante le sedute delle commissioni a cui partecipo, la seconda sulla seduta del Senato del 10 febbraio. Vi allego anche per completezza, anche se dovreste averla ricevuta tutti, la Nota Rettorale del 3 febbraio scorso, sulle modalità di designazione della Commissione statuto.
A questo proposito, in qualità di rappresentanti del personale tecnico-amministrativo in Senato e CdA siamo stati incaricati dal Rettore di presentare una lista di candidati, da due a sei, in base a una procedura scelta da noi, ma in tempi strettissimi. La nostra legittimazione a gestire questo processo è sicuramente un risultato positivo, ma ci ha portato a dover fare delle scelte difficili e, sappiamo, non condivise da tutti. Ciò nonostante, siamo convinti di aver fatto del nostro meglio, visto le circostanze, e di aver nominato due colleghe validissime, che sapranno portare in Commissione le istanze di tutto il personale TA.
Cordiali saluti,
Elena Beltramo

Allegati:

- Commissioni 2-7-10 febbraio 2011
- Dal Rettore sulla Commissione Statuto 03022011
- Resoconto Senato accademico 100211

 
ACCORDO DEL 4 FEBBRAIO, SEPARATO SENZA LA CGIL UN ACCORDO CHE PENALIZZA I LAVORATORI DEL PUBBLICO IMPIEGO PDF Stampa E-mail
 

ACCORDO DEL 4 FEBBRAIO, SEPARATO SENZA LA CGIL

UN ACCORDO CHE PENALIZZA I LAVORATORI DEL PUBBLICO IMPIEGO


 

"Solo uno scambio politico per sostenere un governo in difficoltà mentre rimangono le emergenze nel pubblico impiego". Così la CGIL in una nota denuncia i motivi alla base del suo no all'intesa separata registrata oggi sui premi di produttività nel pubblico impiego. Secondo la confederazione di Corso d'Italia infatti "l'accordo separato di oggi si muove, con tutta evidenza perseguita, solo in un ambito di scambio politico tra Governo e sindacati firmatari che decidono così di sostenerne l'opera, soprattutto in un momento di difficoltà politica".

Ma per il sindacato gli "effetti negativi" prodotti dalla legge Brunetta e dalla manovra economica rimangono inalterati: "I precari - si legge nella nota -

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